2022 – IL POMODORO COMPIE 10 ANNI DI ATTIVITA’

considerazioni del Presidente all’incontro in Fattoria dell’8/10

Il futuro che il PomoDoro vorrebbe contribuire a costruire coincide con una società libera e bella, nella quale ognuno possa esprimersi come può, indipendentemente dalle condizioni in cui si trova a vivere: un mondo quindi senza barriere, né fisiche, né culturali.

La Fattoria dell’Associazione Il PomoDoro compie quest’anno 10 anni di operatività. Dopo la sua costituzione e la presa in consegna nel 2012, da IPAB di Vicenza, del bel casale del ‘600, che oggi ospita la Fattoria, l’Associazione è andata via via acquisendo la sua identità attuale, inserendosi, con una sua proposta originale, nell’offerta globale dei servizi alle famiglie di persone con disabilità. Nata dall’esigenza concreta di un gruppo di famiglie, rapidamente si è aperta a tutta la comunità, collaborando in rete con realtà del medesimo settore e con le Istituzioni.

Da sempre mantiene la sua vocazione all’AGRICOLTURA SOCIALE, per la qualità del contesto protetto, che questo tipo di agricoltura prevede, pieno di aria e di luce, sano, con mansioni semplici da insegnare e da imparare. Oggi, nel nostro territorio, senza Il PomoDoro verrebbe a mancare un supporto, con una caratteristica di apertura e accoglienza (poco istituzionale), che rende questa realtà originale e attrattiva.

Il PomoDoro offre occasioni di inclusione sociale e lavorativa a persone con disabilità lieve, che possono ambire ad uscire dai circuiti protetti e avventurarsi nel mondo libero del lavoro. È successo, invero, poche volte, ma quando è successo è stato un grande risultato ed una gioia per tutti.

Il più delle volte, però, Il PomoDoro si trova ad accogliere giovani persone dichiarate inabili al lavoro al 100% con un grado medio di disabilità, che non possono realisticamente uscire da contesti protetti. Queste persone, che stanno strette nei Centri diurni, qui incontrano un contesto lavorativo vero, che li prevede nei tempi e negli spazi, dove possono apprendere mansioni e vedersi riconosciuto un ruolo. Questo aumenta l’autostima e fa acquisire una identità più adulta. È questa una fascia di persone con disabilità che non trova adeguate risposte nei tradizionali circuiti istituzionali.

Per i rapporti con le Istituzioni, Il PomoDoro, conformato inizialmente sul modello di Conca d’Oro di Bassano, essendo una piccola realtà, continua ad appoggiarsi a realtà del settore più corpose e riconosciute (Enti gestori), come le Cooperative Margherita e AgriMea (fino a pochi anni fa anche Primavera85) con le quali intrattiene rapporti molto produttivi e che ringraziamo per il cammino fatto finora con noi.

Dal momento che la SOSTENIBILITÀ è un requisito necessario, Il PomoDoro si è organizzato nel tempo per far crescere i suoi settori di attività a carattere più commerciale (ristorazione e vendita dei prodotti) per coprire coi proventi di questi le croniche difficoltà del settore educativo, che porta avanti comunque la sua missione primaria e costitutiva dell’Associazione stessa. Quanto l’Ente pubblico mette in campo a sostegno di questo nostro settore di intervento non è infatti assolutamente sufficiente a coprirne i costi.

A rendere questa sostenibilità più problematica, ultimamente ci si è messo anche il Covid, che ha colpito Il PomoDoro proprio nel settore più produttivo (la ristorazione) costringendoci a dar fondo nel 2020 e ‘21 a tutto quanto era in nostro possesso e a quanto i tanti amici ci hanno dato per non essere costretti a chiudere.

Abbiamo così dovuto rimodulare o spostare in avanti alcuni impegnativi progetti e procedere lungo strade meno ambiziose, ma più sicure. Chi ci ha sostenuti ed attendeva certe realizzazioni potrebbe essere deluso da questa evoluzione, ma sappia che ha comunque contribuito (e molto) a consentire la prosecuzione nel tempo di tutto il progetto de Il PomoDoro. Verranno tempi migliori, tempi nei quali sarà possibile concretizzare progetti ambiziosi. Si dice che quando pensi di avere la risposta giusta a tutti i quesiti, la vita ti cambia le domande. È quello che è successo a noi col Covid.

Forse ce l’abbiamo fatta e ci stiamo rimettendo in sesto, anche se altri problemi legati al costo dell’energia si stanno già facendo sentire.

La festa di oggi serve anche a ringraziarVi tutti pubblicamente, perché il vostro aiuto ci ha consentito intanto di arrivare al traguardo odierno.

I fondatori de Il PomoDoro sono stati nove (in ordine alfabetico: MariaTeresa De Luca, Stefano Ferrio, Cosetta Gonzato, Ruggero Marzotto, Marco Mirijello, Monica Panarotto, Michela Rompato, Cristina Salviati, Donata Zamunaro).  Alla loro idea e alla loro fiducia nel futuro dobbiamo la realtà, che oggi festeggiamo.

Tanti degli Associati e dei componenti il Consiglio direttivo attuale non sono soci fondatori. Personalmente, però, io ho incontrato il PomoDoro fin dall’esordio da amministratore IPAB. Ricordo questo gruppo di persone, che chiedeva una sede per il loro progetto, sponsorizzati dall’indimenticabile amico nostro personale e de Il PomoDoro, che è stato l’avvocato Gianni Cristofari. Ipab, con l’allora presidente Rolando, ha concesso in comodato d’uso gratuito il casale del ‘600, che oggi ancora ospita la Fattoria. Di recente abbiamo rivisto questa posizione, incontrando nell’attuale presidente IPAB ing Ermanno Angonese la disponibilità per garantirci il passaggio da comodato d’uso a diritto d’uso e prolungare la durata del contratto per altri 25 anni da oggi. Questo ci dà maggior forza e sicurezza per le decisioni impegnative che ancora ci aspettano.

Finito il mio mandato IPAB (2012), ho voluto incontrare nel campo questo gruppo di persone, li ho visti piantare gli alberi e, compreso che avevano bisogno di una mano, sono arrivato anch’io nell’Associazione da volontario. Non ne sono più uscito. Quindi ho una visione de Il PomoDoro da molti punti di vista, amministratore pubblico, volontario e infine anche da membro del Consiglio direttivo.

Posso dire che Il PomoDoro è cambiato, non nello spirito, che rimane ancora quello di un tempo, ma nelle dimensioni e nella rete di relazioni: col tempo sta diventando una realtà sempre più complessa (oggi conta 13 dipendenti, oltre 50 associati, organizza il lavoro di 50 volontari…), aperta al sociale e a tutte le famiglie, che vivono il problema della disabilità, delle quali vuol diventare un punto di riferimento. È purtroppo inevitabilmente invecchiato: sono più vecchi gli Associati, i Volontari e, in media, anche gli apprendisti. Dovremo trovare un modo per attrarre i giovani per garantire il futuro dell’Associazione.

I giovani con disabilità che sono passati da noi sono una quarantina, senza contare quelli che ci frequentano solo nei mesi estivi o di passaggio con le scuole.…  Attualmente, a vario titolo, ne seguiamo 23 e non sono mai stati così tanti e questo va visto come un buon segno.

Il contesto, nel quale il progetto de Il PomoDoro trova realizzazione, porta di per sé a far propri anche altri valori, oltre all’inclusione sociale: tra questi il RISPETTO PER LA NATURA, che ha le sue regole e i suoi tempi, importante sia in agricoltura che in ristorazione e non solo per chi gira attorno alla fattoria, ma per tutti. Attraverso questo rispetto, che ci fa protagonisti e sostenitori dell’agricoltura biologica e sociale, promuoviamo una vita ed una alimentazione corrette e sane.

RINGRAZIAMO tutti coloro che, con la loro amicizia e i loro concreti sostegni, ci hanno permesso di andare avanti, ed arrivare fin qui:

Una modalità simpatica e discreta di affiancamento e sostegno ci lega alla ditta Fives OTO Systems (Elisabetta Spiller).

Dei rapporti particolarmente significativi abbiamo avuto con le Scuole di questa zona, ma anche e soprattutto con gli Istituti comprensivi della città capoluogo, mediati anche da IPAB per i minori e dalla squadra di Presidi, che per tanti anni metteva in campo.

Ringraziamo poi i nostri fornitori e coloro che hanno realizzato le opere edili, che hanno fatto bella la Fattoria, perché con noi hanno portato molta pazienza: anche la pazienza nei confronti di una realtà come la nostra è una forma di sostegno e noi li ringraziamo. Tra gli altri Beni di Vicenza, Ti-erre costruzioni, i nostri fornitori di prodotti per il negozio, la ristorazione….

Il PomoDoro è una realtà piccola, partita praticamente con niente, che ha saputo veicolare contributi di Enti pubblici, di privati, interessi di ditte, donazioni di tante persone amiche (veramente tante e sono il nostro vero potenziale umano) verso la concretizzazione di un progetto ancora in evoluzione e sviluppo, che mette nel contesto delle offerte alle famiglie di persone con disabilità qualcosa di originale e bello. Non mi sembra poco.

Nel prossimo futuro ci avvieremo (come lo decideremo) verso l’intercettazione di un’altra grande necessità delle famiglie: il durante e dopo di noi. Ci stiamo organizzando.

Stiamo cercando, infine, di differenziare e migliorare la nostra COMUNICAZIONE: è recente la stesura del primo Bilancio Sociale de Il PomoDoro e stiamo a giorni attendendo l’apertura del Sito della nostra Associazione, che affiancherà quanto già presente in Face-Book.

Daniele Bernardini